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Festival di Venezia 2018: Alessandro Borghi e quel fascino autentico e discreto

à tornato a Venezia con un ruolo difficile, commovente, amarissimo. Alessandro Borghi, già padrino della 74ª edizione del Festival di Venezia nel 2017, è ancora protagonista al Lido, questa volta in qualità di attore di un f ...

à tornato a Venezia con un ruolo difficile, commovente, amarissimo. Alessandro Borghi, già padrino della 74ª edizione del Festival di Venezia nel 2017, è ancora protagonista al Lido, questa volta in qualità di attore di un film forte, che colpisce nellâintimo e impone una riflessione in ogni spettatore. Sulla mia pelle, pellicola diretta da Alessio Cremonini (nelle Sale e contemporaneamente su Netflix, dal 12 Settembre), racconta gli ultimi sette drammatici giorni di vita di Stefano Cucchi, il geometra 31enne romano morto durante la custodia cautelare nel 2009, dopo sei giorni di arresto per detenzione di stupefacenti. à stato il film di apertura in gara per la sezione Orizzonti del 75° Festival del Cinema di Venezia e a interpretarlo, oltre a Borghi – che si è sottoposto a un dimagrimento di ben 18 chili per calarsi verosimilmente nel ruolo di Stefano – câè Jasmine Trinca, nei panni di Ilaria Cucchi, la sorella che lotta da anni per ottenere verità e giustizia. “Spero che il cinema possa essere uno strumento per fare informazione, per riflettere e per ricercare la verità. Cercheremo di far aprire gli occhi a chi ancora, per qualche motivo, non è riuscito a farlo”, ha commentato lâattore a questo proposito.

Dagli esordi come stuntman, nel 2005, al successo decretato con la serie Suburra, nel 2017, il passo non è stato breve per lâattore nato a Roma il 19 Settembre del 1986. Nel mezzo ci sono stati ruoli da protagonista di pellicole d’autore come Non essere cattivo, una nomination ai David di Donatello e anche un ruolo di prestigio come quello di Luigi Tenco, nel film biografico Dalila, sulla vita dellâomonima cantante. Del resto, è “la necessità di usare il cinema come mezzo per raccontare storie che valga la pena raccontare” il carburante che fa da stimolo a Borghi in questo mestiere difficile ma anche immensamente gratificante. Soprattutto, quando poi ti accorgi che il pubblico ha recepito davvero bene il tuo messaggio, come 7 minuti di applausi, dopo la proiezione al Festival di Sulla mia pelle,  hanno meravigliosamente dimostrato.

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