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BEAUTY NEWS

Ogni notte teniamo per ore la testa appoggiata sul cuscino, per questo è importante tenerlo pulito e ingienizzato: la polvere e le impurità accumulate, infatti, potrebbero creare un ambiente poco salubre per il nostro riposo. Lavare i cuscini è un'operazione delicata, basta però seguire dei semplici accorgimenti per lavarli a mano o in lavatrice in tutta sicurezza.Continua a leggere

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Come disse Francis Scott Fitzgerald, “il ritmo del weekend, con la sua nascita, i suoi piaceri programmati, e la sua fine annunciata, sembra seguire il ritmo della vita ed esserne un sostituto”. Ma quale orologio indossare per scandire proprio queste ore?

Baume & Mercier Clifton Club Quarzo Parola d’ordine “versatilità” per questo modello equipaggiato con un movimento al quarzo Swiss made. La cassa da 42 mm è realizzata in robusto acciaio ed è impermeabile fino a 100 metri.(1.450 euro)

Tag Heuer Aquaracer Calibre 5 Per gli amanti delle performance e della tecnologia svizzera, un segnatempo sportivo estremo ispirato agli sport acquatici. Con cassa da 40,5 mm impermeabile fino a 300 metri, batte al ritmo di un movimento meccanico automatico. (1.850 euro)

Gucci Dive Presentato per la Cruise 2019, l’orologio della casa fiorentina combina l’allure casual del cinturino in gomma lavorato con logo e uno dei simboli distintivi della Maison, il Kingsnake, incorniciato da una cassa in acciaio da 40 mm. Quarzo Swiss Made. (1.150 euro)

Montblanc Summit 2 In acciaio nero e pelle il nuovo connesso della maison è uno smartwatch del diametro di 42 mm e comprende app esclusive che lo rendono uno strumento connesso ideale per i viaggi, l’attività fisica e le avventure. (995 euro)

Citizen Pilot Radiocontrollato Ampia cassa in SuperTitanio da 45 mm per un orologio che si ricarica con la luce solare. Radiocontrollato a 5 canali, con segnale orario USA, Europa, Cina, Giappone. World timer con orario di 24 città del mondo e ora UTC. Allarme. Cronografo. (648 euro)



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Tra tutti i sodalizi designer-maison dell’ultimo ventennio, quello tra Lucas Ossendrijver e l’uomo Lanvin è stato sicuramente uno dei più duraturi e fiorenti. E ora che WWD ha confermato le voci che lo davano in dipartita dalla casa francese, che al momento si ritrova quindi senza creative director sia per l’uomo sia per la donna, sembra giusto riavvolgere la pellicola di qualche anno. Di tredici, per la precisione.

Con genitori artistici come Rei Kawakubo e Hedi Slimane, per il quale ha lavorato tre anni da Dior Homme, è stato proprio con l’incarico da Lanvin che il designer olandese ha finalmente avuto la possibilità di esprimere la sua estetica impeccabilmente sartoriale, raffinata, sensuale e romantica. Sotto l’ala protettiva di Alber Elbaz fino al 2015, ha trasformato in moda il rivoluzionario concetto del rifiuto della perfezione, tenendo sempre alto il faro puntato sulla costruzione dei capi e sulla sapienza tecnica della loro lavorazione. Ha poi proseguito il lavoro in autonomia fino a oggi – garantendo all’uomo Lanvin quella stabilità che la sua controparte femminile ha fatto fatica a mantenere.

Gli ultimi rumours danno Bruno Sialelli di Loewe come suo successore, ma è comunque probabile che Lanvin non sfilerà nel calendario della FW 2019/20 e che quindi l’ultimo contributo di Lucas Ossendrijver per la maison francese sia la pre-collezione invernale presentata in forma privata al Palais de Tokyo di Parigi. Dai primi esperimenti nel mixare il sartoriale all’athleisure, passando per gli omaggi a David Bowie e al lavoro fotografico di David Armstrong, fino alle velate critiche alla febbre delle collaborazioni tra brand – manifestate con eleganza in una sciarpa che riportava la scritta “nothing” in apertura di sfilata – sfogliate la gallery per scoprire i 13 momenti migliori creati da Lucas Ossendrijver per l’uomo Lanvin.



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C’è anche chi lava solo quello per rinfrescare tutta la piega e questo fatto basta a spiegare il potere del ciuffo laterale dei capelli nella resa di un’acconciatura. Ma se lo styling del ciuffo fa un’enorme differenza nell’hairstyle, è anche uno dei più difficili da fare da sole. «A influire sono le rose che si hanno nell’attaccatura dei capelli, ma anche la durezza dell’acqua nel lavaggio, lo smog, il casco e soprattutto il taglio, perché se la lunghezza oltrepassa lo zigomo e il capello è liscio tenderà a non muoversi più e subìre la gravità», spiega l’hairstylist Marco Rizzi di Namu Hair a Milano.

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La piega del parrucchiere è difficile da eguagliare, ma con gli strumenti e i consigli giusti dare al proprio ciuffo laterale qual volume e movimento da Angelo di Victoria’s Secret è possibile. Preparate phon e spazzola e prodotti, abbiamo chiesto come asciugare il ciuffo in modo professionale a tre hairstylist dai saloni più “Angelici” di Milano: Marco Rizzi di Namu Hair, Tommaso Incamicia di My Place Hair Studio e Alessandro Viggiani di Vigal HairLuxBeauty.

PREMESSA: I PRODOTTI DI PRE-STYLING Usare un prodotto prima dell’asciugatura è imprescindibile per qualsiasi parrucchiere. La scelta dipende dal tipo di capello: «I più lisci richiedono uno spray volumizzante, il capello medio-grosso una crema disciplinante e quello riccio, che “beve” più di tutti, ha bisogno di una crema miscelata a un olio. Inoltre, se il capello è spesso, crespo o riccio è meglio cominciare a lavorarlo quasi da bagnato, per facilitare i movimenti», spiega Alessandro Viggiani.

RIBALTAMENTO E TORCHON Una delle tecniche più facili per dare un po’ di volume al ciuffo laterale è quella di asciugarlo dalla parte opposta a quella in cui lo vogliamo. «Se vogliamo il ciuffo sul lato destro, lo asciughiamo tirandolo bene, totalmente piatto, a sinistra, poi solo quando si è raffreddato lo ribaltiamo sul lato destro», suggerisce Tommaso Incamicia. Se però i capelli sono pari quindi più pesanti, il ciuffo laterale può restare più voluminoso se si va controrosa: «Se vai contrososa rimane più gonfio, così anche se si lavora la radice con le mani, con dei torchon all’indietro», aggiunge Viggiani.

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SPAZZOLA ROTONDA: HOW-TO Per chi vuole un ciuffo molto voluminoso servono phon con aria calda e spazzola rotonda: «Il modo migliore è asciugare il ciuffo da sotto, come fosse una frangia, mettendo la spazzola in mezzo al ciuffo e scaldandolo tirando all’indietro. A questo punto metto la spazzola in verticale e ci avvolgo il ciuffo intorno (a destra se il ciuffo lo voglio a destra),  lo scaldo e poi sfilo la spazzola dal ciuffo portandola in avanti, poi torno su», spiega Tommaso Incamicia di My Place Hair Studio. Un movimento simile che prevede di arrotolare il ciuffo intorno alla spazzola rotonda è quello “a vite” che consiglia Alessandro Viggiani: «Arrotolo il ciuffo intorno a una spazzola rotonda che tengo in verticale e faccio un movimento di polso a spirale, dalla radice verso la punta. Più il capello è riccio più il diametro della spazzola deve essere largo».

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BECCO D’OCA: MAI SENZA CARTINA Il ciuffo perde subito volume? Un’altra idea è tenerlo puntato da caldo con una clip: «Una volta asciugato e lavorato con la spazzola rotonda punto il ciuffo all’indietro o a onda, da caldo, con un becco d’oca e lo lascio raffreddare», suggerisce Marco Rizzi. Attenzione però: «Per evitare di lasciare il segno della molletta sul ciuffo devo mettere una cartina (nei backstage di moda si usano anche le carte da gioco, la carta igienica o i dischetti struccanti, ndr.)».

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BIGODINI & CO. Infine, un ottimo modo per creare volume dall’attaccatura è usare un bigodino o qualcosa dalla forma simile: «Si arrotola il ciuffo intorno a un bigodino non troppo largo, andrebbe bene anche il cilindro della carta igienica o le lattine dalle taglie più strette. Il segreto è proprio nel trovare la misura giusta, perché se è troppo grande l’onda sarà troppo scesa e morbida, se troppo stretto il ciuffo verrà a onde più fitte», conclude Tommaso Incamicia.

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C’erano tutti, ma proprio tutti, ieri sera al Club Plastic di Milano per il lancio della nuova collezione di Box di fazzoletti DieselXTempo. Valentina Ferragni, Mia Ceran, Carl Brave, Federico Russo, Diego Passoni, Chiara Maci, Francesca Cavallin, Roberto D’Agostino, Johanna Maggy, Gnam Box, Antonio Capitani, Andrea Pinna, Syria e Pier Paolo Peroni, Tess Masazza, Andrea Faccio sono solo alcuni degli avvistamenti vip al party che ha preso vita nello storico disco club delle notti milanesi

Protagonista dell’evento il trapper italiano Ghali, che si è esibito in una esclusiva live performance. Chiodo in pelle, treccine e cappellino in testa, la superstar di Baggio con la solita grinta ha regalato uno spettacolo inedito. Con il suo sound ha catturato il pubblico che in coro ha intonato i brani che l’hanno portata alla ribalta, da Habibi a Cara Italia.

Per l’occasione, le sale del Plastic si sono trasformate in una location ancora più pop grazie alle decorazioni delle nuovissime box di fazzoletti DieselXTempo (già oggetti da collezione), che sono state lanciate in un’inedita reinterpretazione in chiave denim, militare e rock, tre mondi sinonimo del DNA di Diesel.

Belli, cool, originali e anche buoni: dietro la customizzazione fashion delle box infatti, c’è anche un progetto charity: la linea DieselXTempo sostiene Only The Brave Foundation, la Onlus del gruppo OTB, che ha realizzato la ricostruzione della scuola media di Sarnano – un piccolo centro in provincia di Macerata – fortemente danneggiato dal sisma che ha colpito il centro Italia nel 2016. Dallo scorso maggio, oltre 100 ragazzi possono usufruire di una struttura sicura, funzionale, ecosostenibile e all’avanguardia.

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bellezza-piante-yves-rocherÈ la natura la nostra migliore alleata di benessere e bellezza! Sono infatti numerosissime le erbe e le piante ricche di principi attivi in grado di migliorare la salute del corpo e l’aspetto della pelle, grazie a innate proprietà idratanti, energizzanti, lenitive, protettive. Tra tutte le piante a nostra disposizione, tre in particolare si distinguono per la loro azione mirata e ad alto tasso di efficacia nel risolvere problematiche comuni: la camomilla, il fiordaliso e l’arnica. Eccone i principali benefici.

CAMOMILLA È nota soprattutto come rimedio contro l’insonnia, in quanto calmante naturale. In realtà, è anche un potente antinfiammatorio, infatti la sua azione sedativa non è altro che la conseguenza della regolarizzazione dell’intestino, grazie alle sue proprietà digestive e lenitive. Sul fronte della cura della pelle, la camomilla può essere usata per sfiammare e lenire gli occhi arrossati. In più, svolge sull’epidermide un’azione antiossidante e illuminante.

FIORDALISO Grazie alle sue proprietà decongestionanti e antinfiammatorie, il fiordaliso viene usato soprattutto come rimedio naturale per il benessere degli occhi e delle mucose. Aiuta a contrastare infiammazioni come la congiuntivite e lenisce gli occhi stanchi. A livello fisico, svolge un’ottima azione depuratrice sull’organismo e anticellulite, per via della sua funzione diuretica che agevola l’eliminazione delle tossine.

ARNICA Conosciuta come rimedio efficace nell’attività sportiva, per combattere traumi localizzati e dolori articolari, quest’erba che fiorisce in estate aiuta a ridurre e riassorbire le contusioni e gli ematomi. In qualità di antisettico e vaso-stimolatore, viene impiegata nella cosmesi anche per contrastare la cellulite e la caduta dei capelli, in più, svolge una particolare azione astringente sull’acne e lenitiva sulla cute screpolata.

Piante “speciali”, dall’alto potere benefico per il corpo e la pelle, che sono anche alla base della formulazione dei tre prodotti più emblematici del marchio Yves Rocher: la camomilla arricchisce Olio Micellare Detergente Pure Calmille, un olio setoso e non grasso che si trasforma in morbida schiuma a contatto con l’acqua per eliminare anche il trucco più resistente, il fiordaliso è usato nella formulazione di Struccante Rapido Occhi Pur Bleuet, una formula bifase efficace ma delicata, che rimuove anche il trucco waterproof e l’arnica biologica è l’ingrediente chiave della Crema Mani Idratante a Lunga Durata, che protegge e idrata senza creare l’effetto “pellicola”.

Da sinistra: Olio Micellare Detergente Pure Calmille, Struccante Rapido Occhi Pur Bleuet e Crema Mani Idratante a Lunga Durata all’Arnica Biologica di Yves Rocher

Da sinistra: Olio Micellare Detergente Pure Calmille, Struccante Rapido Occhi Pur Bleuet e Crema Mani Idratante a Lunga Durata all’Arnica Biologica di Yves Rocher

Pioniere della cosmesi naturale, fondatore egli stesso all’inizio degli anni ‘60 della cosiddetta Cosmétique Végétale, Yves Rocher è infatti l’imprenditore che ha detto no alla chimica stringendo un patto segreto con la natura. Da quando il padre Joseph gli svelò i benefici delle piante, e sin dai suoi esordi nel mondo della bellezza, Rocher si è fatto interprete di una cosmesi a base d’ingredienti naturali, da associare a uno stile di vita green. Spinto dal suo animo pionieristico, ha raccolto le virtù delle piante e le ha associate al meglio della scienza per offrire alle donne prodotti innovativi. Luogo d’elezione per questo progetto è La Gacilly, in Bretagna, dove monsieur Rocher è nato e dove l’azienda mantiene ancora oggi la coltivazione delle proprie piante emblematiche su 55 ettari di terreno in regime di Agricoltura Biologica.

E c’è di più. Oltre ai benefici che apportano le materie prime naturali impiegate nella formulazione, i tre prodotti “emblematici” di Yves Roches hanno anche importanti vantaggi legati alla riduzione dell’impatto ambientale: 1. Sono privi di oli minerali, in quanto derivati dai petrolati, quindi da fonti non rinnovabili. Per questa ragione, Yves Rocher ha scelto di utilizzare oli vegetali in gran parte dei suoi prodotti. 2. Non possiedono siliconi, poiché non facilmente biodegradali. Per questa ragione, il marchio Yves Rocher adotta da anni un approccio d’avanguardia limitando al minimo l’uso dei siliconi nei suoi prodotti e rimpiazzandoli il più possibile con ingredienti di origine naturale. 3. Sono contenuti in flaconi eco-concepiti, realizzati con il 25% di platica in meno.

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Se c’è una cosa che non ci siamo dimenticati da quando eravamo bambini è la tenerezza commovente di Dumbo, il cartone animato firmato Disney del 1941. Nel 2019 arriva il live-action di Tim Burton, con protagonisti Colin Farrell, Eva Green, Michael Keaton e Danny Devito. Un cast grandioso anche se, quello che colpisce è la tenerezza del cucciolo, interamente ricreato a computer, apparso per la prima volta nel trailer ufficiale della Disney. Occhioni grandi e blu, orecchie ingombranti, sguardo malinconico che ti fanno venire una gran voglia di abbracciarlo. Per vedere il nuovo film e la rilettura di Burton bisognerà attendere il 29 marzo 2019. Siamo però sicuri che il mondo del circo, con le sue ambientazioni tra la magia e la follia, saranno congeniali per lo stile del regista.

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Illustrazione di Sara Ciprandi

Illustrazione di Sara Ciprandi

A Milano, ce lo siamo già dette un bel po’ di volte, le relazioni sono un disastro. Gli uomini, nella fascia di età tra i 30 e i 40 anni, si sono resi conto che esistono più donne belle e interessanti rispetto all’universo maschile. Quindi chi glielo fa fare di impegnarsi con una quando può averne di più? Poi c’è il ragazzo che non rientra in questa categoria e che, magari, una storia la vuole. Ma quando si rende conto che hai una vita impegnata, un lavoro figo e che vivi da sola magari in una casa che è tua e non in affitto, per quanto gli piaci scappa da te e sceglie una più “sempliciotta”. E tu, che in passato hai investito le tue energie in una storia importante finita male e ora ti vedi passare davanti relazioni della durata di una serie tv, inizi a pensare una cosa: perché non cedo a un toy boy?

Dicesi toy boy un ragazzo che almeno ha cinque anni in meno di te. Due, o addirittura uno, va considerato come un coetaneo. Io ci sto pensando seriamente dall’altra sera, quando in viaggio ad Amsterdam, inciampo nel perfetto esemplare: musicista, massimo 25enne e soprattutto che si è fatto avanti (cosa che se aspetti i milanesi trentenni…) su Instagram dopo che hai taggato la sua band in un post. Forse ha ragione la mia amica che ha subito commentato la story con un “portalo a casa” perché a Milano è raro trovare chi si ricorda che ogni tanto la prima mossa è apprezzata da una donna. E visto che so di amiche che, nel bene e nel male, si trovano o si sono trovate ad avere una relazione con un toy boy ecco la lista di pro e contro per chi, come me, da oggi vorrà iniziare a frequentare uno più giovane.

I PRO Fai bella figura. Quando lo vedi in mezzo alla folla ti colpisce per il suo aspetto fisico. E camminare per strada con l’aitante toy boy a braccetto ti fa sentire subito più figa. Specie se inciampi in quello della tua età che o è sparito o ti ha mollato per un’altra. Oppure se incontri la tua collega un po’ stronza che non potrà non chiedersi perché tu sì e lei no.

Ti senti più giovane e con più autostima. Young & cool lui, più young & cool anche tu. Non sto dicendo che devi farti un piercing o eliminare dall’armadio i tuoi abiti e sostituirli con maglie e pantaloni che scoprono l’ombelico, ma di certo ti sentirai meglio nell’anima, sarai più rilassata e riderai di più perché la sua spensieratezza sarà un toccasana. E scambieranno anche te per più giovane, perché anche il viso sarà più disteso.

Stacchi il cervello dai problemi. Un ragazzo più giovane di te non ha le tue stesse responsabilità, a meno che non ti fidanzi con un tipo popolare alla Justin Bieber. Lui sarà spronato a stare al tuo passo per farti vedere che è maturo, tu invece avrai quella valvola di sfogo dalla quale tornerai con felicità a casa dopo la solita giornata stressante a lavoro.

Vorrà soddisfare ogni tuo desiderio. Lui vivrà tutto questo come un’opportunità per maturare e fare esperienza. Quindi vorrà farti felice e sperimentare. E anche tu sarai più rilassata perché non sentirai, per una volta, lo stress da competizione con le coetanee.

I CONTRO Attenzione a non essere scambiata per sua madre o la sorella maggiore. Nel senso che il toy boy resta sempre un ragazzo e non un uomo. Quindi potrebbe capitare di trovare quello capriccioso, incapace di vivere da solo o che non capisce quando i propri spazi vincono sullo stare in compagnia. Tradotto: una sanguisuga. Se inizia a trasferirsi da te e magari a farsi fare la lavatrice o preparare la cena, saprai di avere a che fare con uno che ti darà ancora una responsabilità in più nella vita.

Potrebbe avere ansia da prestazione. Quando lo conosci ne sei attratta, non pensi di aver incontrato l’uomo della tua vita ma semplicemente ci vuoi finire a letto. Sicuramente è più bello, atletico e attraente di un tuo coetaneo seduto tutto il giorno davanti al pc di giorno e a una birra di sera. Detto questo potrebbe succedere che il ragazzo di esperienza (sessuale) ne abbia poca e lì possa andare in panico trasformando il vostro incontro in un totale disastro.

La gelosia. Potrebbe succedere che lui, iniziando a prendersi, voglia stare con te tutto il tempo. E tu, ormai indipendente e amante dei tuoi spazi, non hai voglia di portarlo a un aperitivo o a cena con gli amici, anche per la paura che ti prendano in giro dicendo che esci con il nuovo componente degli Hanson. Va male male se: lui inizia a fare i capricci, pretende che tu gli presenti le persone che frequenti, ti chiama quando sei fuori senza di lui, anche alle quattro di mattina ubriaco marcio.

Se ti innamori di lui. Ci sono storie che funzionano. Prendiamo il caso Brigitte Macron, giusto per citarne una. Ma se passano i mesi e tu, da una relation with benefit ti rendi conto di inziare a provare qualcosa per lui, sai che ti stai mettendo in gioco. Conosco amiche che, dopo otto mesi praticamente di convivenza, progetti futuri e presentazioni ufficiali ai genitori (non proprio felicissimi) si sono ritrovate da un giorno all’altro sole. Perché lui non si sente pronto, oppure vuole godersi la gioventù o ancora perché ha paura che, finita la passione iniziale, la relazione diventi noiosa e monotona. E tu, again, a raccogliere i cocci.

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