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24 Nov 17

on-hair

ON HAIR AUTUMN EDITION porta a Bologna la creatività e l’eccellenza del settore hair. Sono oltre 12.000 gli acconciatori e i professionisti del settore hair che si sono dati appuntamento a ON HAIR AUTUMN EDITION, la manifestazione che il 19 e 20 novembre ha portato a Bologna il mondo dell’acconciatura e dell’hair styling per illustrare agli operatori del settore le ultime tendenze.

Oltre 100 brand leader del settore hanno presentato i prodotti più innovativi che andranno ad alimentare l’offerta degli oltre 90.000 saloni italiani, confermando il ruolo di eccellenza dell’industria italiana nel mondo.

Nel reportage di GLOBElife i principali stand espositori ed i personaggi più influenti del panorama dell’hairstyle.

STAND:

 

on hair

24 Nov 17

HAIRCOLLECTION Llongueras

 

I saloni Llongueras si riempiono di calore e colore per affrontare con entusiasmo e allegria i freddi e grigi giorni del prossimo autunno inverno. Le nuove proposte della collezione Living armonizzano la grande qualitá dei tagli Llongueras, facilitandone il mantenimento in casa, per poter sfoggiare stili indeformabili con l’inconfondibile marchio Llongueras. Stili Living con volumi piuttosto marcati, capelli lisci o con soavi ondulazioni, punte irregolari e defilate perché le clienti Llongueras possano sfoggiare look che le apportano un tocco di sofisticazione. Le tonalitá delle chiome si illuminano con un mix di riflessi ramati, rossi, castagno chiaro, riflessi biondi caldi e delicati.

Collection: Living
Ph: Rubén Suárez

hair-collections

24 Nov 17

haircollection F.A.M.E.Team

 

Clean polished lines are blended with internal textures to combine sensuality and strength in this ethereal and whimsical collection. Hyper-real futurism is enhanced by metallic colour palettes that are inspired by the hybridization of styles.

Collection: Elysium
Ph: Kai Wan
Make-up: Maddie Austin
Art Direction: Antony Licata
This Year’s Team: Jamie Benny Rush, Melissa Timperley Sassoon, Rosie Binns Ethos, Zoe Williams Ken Picton

hair-collections

24 Nov 17

gabona offerte

Ecco le Super Offerte del giorno su alcuni marchi!

SCHWARZKOPF:

Bc Hair&Scalp Shampoo Deep Cleanser - 100ml - €6,80
Bc Moisture Kick Shampoo - 1000ml - €6,88
Bm Developer 12% - 1000ml - €4,69
Bm Keratin Restore Blonding Shampoo - 250ml - €5,27
Igora Color Remover - 250ml - €3,20

23 Nov 17

roberto-carminati

Lo scorso Lunedì 20 Novembre, a Roma, il noto hairstylist romano ROBERTO CARMINATI è stato insignito del PREMIO alla CARRIERA e alle PROFESSIONI MODA durante il ROMA FASHION WHITE.

Il riconoscimento, ideato nel 2002, intende rendere omaggio all’impegno dei principali protagonisti del nostro fashion system: giornalisti, hair stylist, look maker, press office, fashion styling, testimonial, accademie di moda ed istituzioni, ecc., che nei diversi ambiti professionali promuovono con competenza e dedizione il nostro Made in Italy.

Congratulazioni ROBERTO!

23 Nov 17

hair collections mahogany

 

Introducing the latest collection from Mahogany Hairdressing, ‘Club Nation’which takes strong references from the Berlin 1970′s underground club, Dschungel, Berlin’s answer to New York’s Studio 54. Dschungel’s clients included rock folklore legends such as, David Bowie, Iggy Pop and Lou Reed and The Club Nation Collection captures the energy and landscape of this creative force. Influences are derived from Bowie’s stay in the city during this time. The Collections imagery explores a cross section of an erratic Amy Winehouse bouffant, a Low, Bowie-esque wedge, a flamboyant Robert Smith mop and a Kraftwerk inspired fitted, tailored, red shape. The skin and clothes are echoes of that underground scene, hair is polished and tailored yet undone and rebellious. Club Nation is a fresh, current homage towards this ground breaking time in modern British sub culture.

Collection: The Curve-linear Collection
Ph: Nessi
Make-up: Claire De-Graft
Clothes Styling: Chloe Holland

hair-collections

23 Nov 17

HAIRCOLLECTION NoiItalianFashionStyle

 

Ph: Narciso Miatto
Make-up: Maria Pina Monaco
Post produzione: Andreina Alfieri
Stylist: Mario Condello per NOI
Abiti: Elisabetta Polignano
Models: Elizabeth Yadyhina – Raffaella Affinito – Luana Ardivelo
Location: Sala Posa Villaggio Creativo

hair-collections

23 Nov 17

<p style="text-align: center;"><a title="Hair Collections" href="https://www.globelife.com/hairfashiongallery/haircollections/hair-fashion-gallery-a.html"><img class="alignnone size-large wp-image-51769" src="https://www.gossip.sm/wp-content/uploads/2016/01/hair-collections1-1024x91.png" alt="hair-collections" width="280" /></a></p>

 

Ph: Narciso Miatto
Make-up: Maria Pina Monaco
Post produzione: Andreina Alfieri
Stylist: Mario Condello per NOI
Abiti: Elisabetta Polignano
Models: Elizabeth Yadyhina – Raffaella Affinito – Luana Ardivelo
Location: Sala Posa Villaggio Creativo

hair-collections

23 Nov 17

stefano-conte

STEFANO CONTE Parrucchiere ti invita a scaricare la sua App !

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23 Nov 17

gabona offerte

Ecco le Super Offerte del giorno su alcuni marchi!

REVLON:

Rev Equave Ib Hydro Nutritive Conditioner - 500ml - €5,87
Rev Equave Kids 2IN1 Shampoo - 300ml - €4,47
Rev Intragen Anti-hair Loss Treatment - 125ml - €10,80
Rev Py Texture Substance - 350ml - €6,24
Rev Sm Hairspray Modular - 500ml - €5,05

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TLDR: everyone likes guacamole 🥑

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Beauty news
November 24, 2017
"I just wanted to be safe!"

Milly Smith, creator of Self Love Club, is tearing down society’s ideals of looking ‘perfect’

The actor's moustache was removed with the use of CGI and it didn't go unnoticed...

We take a closer look at her shopping bags...

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Beauty news
November 24, 2017

Raccontare una storia d’amore, attraverso la fotografia.

Con le parole, è più semplice, con le immagini, sta nella bravura così come nella sensibilità del fotografo nel catturare l’attimo, i dettagli così come il sentimento della luce. Tutto è racchiuso in uno scatto, pochi centesimi di secondo, e subito si crea la magia di un momento che perdurerà in eterno, come il fatidico “sì”.

L’album di nozze non è solo un reportage di un giorno di per sé speciale, ma ha il compito di ri-donare agli sposi quelle intense emozioni provate. E Studio Morlotti lo sa molto bene, perché prende caro questo importante compito, diventando un narratore visivo di atmosfere e sensazioni.

Una grande responsabilità che corrisponde a un testimone discreto impegnato a cogliere gli aspetti e i momenti intimi del giorno del matrimonio. L’occhio vuole essere spontaneo, come le emozioni che gli sposi e gli invitati provano, mentre il taglio è sempre elegante.

Grandissima attenzione anche nella scelta del colore che serve a dare quel preciso “racconto per immagini”. Massimiliano, fondatore di Studio Morlotti, ci spiega come sia importante mostrare ogni storia attraverso un bilanciato uso del bianco e nero e del full color: le sfumature del grigio hanno la potenza espressiva di sottolineare un preciso momento, mentre lo spettro dei colori esalta il luogo vissuto e le sue atmosfere.

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Beauty news
November 24, 2017

Conclusosi domenica 19 novembre, Photo Vogue Festival è stata l’occasione per molti giovani fotografi internazionali e per gli appassionati di confrontarsi con esperti e curatori sulla fotografia.

Tra il Palazzo Reale di Milano e il BASE, la prima rassegna interamente dedicata alla fotografia di moda ha avuto come mobile partner Huawei, che è stato promotore, assieme a Vogue Italia, dello scouting “A unique Portrait” che ha coinvolto da maggio ad agosto molti fotografi, appassionati e professionisti, selezionati poi dalle photo editor del magazine.

Ai cinque fotografi vincitori, Dagmar van Weeghel, Eleonora Adani, Niko Giovanni Coniglio, Piero Percoco e Tania Kezha, scelti per la particolare espressività dei loro ritratti, è stata offerta l’occasione di realizzare con i nuovi Huawei P10 e P10 Plus degli street diaries fotografici scattati durante la Milan Fashion Week Spring/Summer 2018 ed esposti poi in una mostra a BASE.

Il 17 novembre inoltre, Huawei è stato protagonista di un talk dedicato alla fotografia, al quale hanno partecipato Ettore Lindoro Patriarca di Huawei, Alessia Glaviano e Francesca Marani di Vogue Italia e Tania Kezha, una dei cinque finalisti dello scouting, che ha avuto modo di raccontare al pubblico il suo approccio alla fotografia. Di origine bielorussa, l’artista è stata selezionata per firmare uno shooting moda pubblicato sulle pagine del November Issue di Vogue Italia con protagonista Huawei P10. Durante il talk, la fotografa ha raccontato della forte influenza teatrale che la sua fotografia ha subito: figlia di una cantante lirica, Tania Kezha ha infatti trascorso la sua infanzia nei camerini e dietro le quinte teatrali, tra costumi, parrucche e luci, un passato questo che ha influenzato molto il suo occhio fotografico. Autrice di editoriali e di molte campagne stampa, oggi Tania Kezha è tra le fotografe più rinomate nel suo paese.

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Beauty news
November 24, 2017

Il 25 novembre sarà tempo di Black Friday. L’annuale appuntamento con lo shopping che segue il Giorno del Ringraziamento americano, divenuto ormai fenomeno globale grazie all’avvento degli store online, è pronto a dare soddisfazione a milioni di persone sparse su tutto il globo. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul venerdì più ricco e atteso dell’anno.

1) Un po’ di storia: l’origine del termine Black Friday
La questione è controversa. Secondo alcune fonti, il termine Black Friday nascerebbe dal fatto che, nel giorno dopo il Ringraziamento, l’usanza di fare delle promozioni portava i negozianti ad avere grandi quantità di vendite portando i loro registri contabili dall’essere scritti in rosso (colore del passivo economico) al nero (colore dell’esercizio in attivo). Secondo altre opinioni, invece, il termine “black” si riferirebbe al traffico automobilistico che, nei giorni delle offerte, colorava le strade facendole apparire “nere”.

2) Come sfruttare al meglio le offerte del Black Friday
Il segreto è rimanere sempre costantemente aggiornati sulle offerte. Per quanto riguarda lo store per eccellenza, Amazon, le offerte sono già partite da una settimana ma entreranno nel vivo proprio il 24 novembre. Il sito permette, tramite la pagina ufficiale dedicata al Black Friday, o la app apposita, di poter seguire le offerte che vanno da alcuni giorni a poche ore (come nel caso delle offerte lampo). Ci sono poi numerose altre app dedicate allo shopping online in grado di tracciare l’andamento dei prezzi di articoli interessanti come Bobzon (per iPhone) o Cheap Harry, bot di Facebook Messenger. Se si vuole estendere il raggio della propria ricerca ci si può affidare a un servizio come TrovaPrezzi.it, sito che mette in risalto i “ribassi del giorno” mettendo a confronto più di 3000 shop online.

3) Cosa viene scontato durante il Black Friday?
Sostanzialmente tutto: dai giocattoli ai libri, dai DVD agli elettrodomestici: non c’è categoria merceologica che non sia toccata dal Black Friday. Noi abbiamo stilato una lista dei prodotti beauty da seguire, una guida degli “imperdibili” e persino i nostri consigli per sfruttare il Black Friday per regalarsi una vacanza.

4) Il Black Friday è tutto qui?
In realtà no. Dopo il venerdì dello shopping si susseguiranno il Cyber Monday, dedicato ai prodotti hi-tech e il Travel deal Tuesday, appuntamento non “istituzionalizzato” che però, allo stato dei fatti, vuole che il martedì dopo il Black Friday sia il giorno deputato per l’acquisto di voli e vacanze a prezzi scontatissimi.

Seguite con noi il Black Friday e scoprite le migliori offerte Condé Nast per il Black Friday.

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Non avete ancora programmi per le vacanze invernali 2018? Allora chiudete gli occhi e immaginatevi a sciare fra chilometri di piste innevate. Come cornice le Dolomiti, montagne considerate Patrimonio Naturale dell’Umanità dall’UNESCO. Ora aprite gli occhi: sì, siete in Val Gardena.

Conosciuta nel mondo da tutti gli appassionati di sci, questa meta costituice un vero e proprio paradiso per gli snow lovers. Il Sellaronda, il mitico giro sciistico intorno al massiccio del Sella, con il collegamento all’Alpe di Siusi e il Dolomiti Superski (12 comprensori sciistici e 1.200km di piste), soddisfano egregiamentele esigenze di ogni sciatore, dal principiante al professionista.

Ma Val Gardena significa anche gastronomia di alta qualità, artee cultura, perchési tratta diuna valle con una storia importante alle spalle e tradizioni molto forti che da sempre esprimono con molto vigore il patrimonio della cultura Ladina.

Tutta la cucina gardenese, da quella dei ristoranti “stellati” a quella dei rifugi e dei masi, si ispira a ricette anticherielaborate dalla creatività e dall’estro di chef e di cuochi, che fanno largo uso di materie prime locali.

L’artigianato del legno, inoltre, ha una storia che ha origine dal 1700. Oggi sono molti gli artisti della valle e la Galleria UNIKA e l’Esposizione Permanente dell’Artigianato Art 52 ospitano ilavori e le creazioni dei più grandi maestri.

Durante tutto l’inverno si susseguono eventi come il progetto Val Gardena, valle del Natale, il Concorso di scultura sulla nevee sul ghiaccio, il Carnevale, le sfilate con i costumi tradizionali, i concerti, e le manifestazioni sportive come la FIS Ski World Cup, il Sellaronda Skimarathone la Südtirol Gardenissima Kids insieme alla Südtirol Gardenissima.

Ma c’è spazio anche per chi, in inverno, fosse alla ricerca del relax più totale. Si chiama Ladies Special ed è un programma di attività invernali, dedicato alle donne che vogliono trascorre una vacanza in questa incantevole valle delle Dolomiti interessandosi a una serie di aspetti di carattere culturale, culinario e sportivo. Le iniziative sono varie, con un comune denominatore però: il relax. Le giornate saranno, quindi, piacevolmente impegnate tra escursioni a piedi, sport mattutino e corsi di cucina. (per info: http://www.valgardena-active.com)

Senza dimenticare Val Gardena Friends, un progetto che ha lo scopo di avvicinaretutti coloro che amano questa valle e che hanno piacere di fare amicizia e conoscere persone che condividano la stessa passione. Le Settimane bianche #valgardenafriends (questo l’hashtag scelto), in programma dal 6 al 20 gennaio 2018, prevedono tanti eventi, manifestazioni, feste e après-ski.

In queste due settimane molti saranno i concerti di musica live e gli ski-safari cui poter partecipare anche da soli, con la possibilità di incontrare nuove persone che abbiano la stessa voglia di sciare. Chi parteciperà alle Settimane bianche #valgardenafriends, potrà anche prender parte a un bellissimo concorso: postando la più bella foto delle proprie vacanze, dopo essersi registrati su www.valgardena.it/friends, si potrà rivincere la stessa vacanza l’anno successivo.

Ci vediamo lì?

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Beauty news
November 24, 2017

Una capsule di giacche e giacconi sofisticati ma che non rinunciano alla comodità tipica del brand. È l’esclusiva “Nylolite” by Blauer, minicollezione composta da 16 modelli, otto per l’uomo e otto per la donna, che riprende gli interni delle giacche originali delle forze dell’ordine USA, ma rivisitate con patchwork di tessuti, con combinazioni di materiali diversi e finissaggi speciali e particolari come il tinto in capo. Forte heritage e tradizione, ma con uno sguardo al futuro sia nei volumi che nelle forme che si avvicinano allo street style con una forte influenza del fashion. Blauer USA in Italia arriva grazie a FGF Industry, unica licenziataria che produce e distribuisce in tutto il mondo lo storico marchio che firma i capi tecnici destinati a tutti i corpi di polizia e ad alcuni settori scelti dell’esercito, come gli ufficiali della US Navy o gli agenti. Ogni capo della capsule – in vendita da dicembre solo in alcuni selezionati negozi di tutto il mondo – verrà accompagnato da un’etichetta originale realizzata dal brand americano negli anni 60.

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Beauty news
November 24, 2017

“Concettuale” è senza dubbio uno dei termini che più frequentemente e impropriamente sono stati impiegati nell’arte, nella moda e in ogni altro linguaggio estetico degli ultimi cinquant’anni. All’origine della fortuna di cui l’aggettivo ha goduto, oltre a un’intenzione rivoluzionaria per quei codici e per le forme che l’arte, così come la conosciamo ancora oggi, ha assunto, c’è soprattutto un nome e una storia, quella dell’artista americano Sol LeWitt (Hartford 1928 New York 2017) che a dieci anni dalla sua morte viene celebrato nella bella mostra Sol LeWitt. Between The Lines realizzata a Milano dalla Fondazione Carriero.

Sol LeWitt, Complex Form #34, 1990

Sol LeWitt, Complex Form #34, 1990

Fu proprio Sol LeWitt che, nel numero di giugno del 1967 della rivista Artforum, descrisse con precisione la sua visione artistica in un manifesto intitolato Paragraphs on Conceptual Art, proponendo per primo il termine “concettuale” nello specifico contesto dell’arte contemporanea. Il testo di LeWitt ebbe un’importanza fondamentale non soltanto per la sua carriera ma anche per creare un dibatto e per scrivere quel nuovo vocabolario poi condiviso da molti altri artisti americani e internazionali che da lì iniziarono a intendere l’arte come una pratica in apparenza del tutto indistinguibile dalla filosofia, dalla logica e non solo.

Ed è proprio Sol LeWitt, nella primissima delle sue Sentences on Conceptual Art ad ammonire: “Gli artisti concettuali sono mistici più che razionalisti. Essi giungono a conclusioni che la logica non può raggiungere”. Una mistica fatta di precetti, di dogmi persino, che appaiono come idee assolute e al contempo stesso senza un valore immediatamente tangibile, poiché il processo è per i concettuali più importante del risultato e della forma finale.

Questa ponderosa eredità è stata liberamente interpretata nelle più disparate versioni dagli artisti del concettuale e dai loro epigoni, come un testo sacro che di volta in volta viene riletto e declinato; sono però rimaste le opere-progetto di Sol LeWitt come quelle esposte e riattivate nell’importante mostra pensata da Francesco Stocchi (alla sua quinta mostra per Carriero) e da un altro curatore d’eccezione: l’architetto olandese Rem Koolhaas, uno dei più importanti autori viventi.

Da questo appassionato dialogo tra i due curatori, avvenuto in stretta collaborazione con L’Estate of Sol LeWitt, è nato un percorso densissimo che rivisita lungo le mura e i vari ambienti di Casa Parravicini (sede della Fondazione Carriero) alcune delle opere chiave dell’artista americano e che permette al visitatore di ripercorrerne la poetica, o rappresenta la possibilità di avvicinarsi per la prima volta all’alfabeto di un autore così fondamentale. Come detto poco sopra, è proprio un vocabolario o un insieme di codici quello che bisogna apprendere per muoversi nel continente-LeWitt: non è un caso se i curatori hanno fatto coincidere la prima tappa di questo percorso espositivo con l’importante Wall Drawing #263: A wall divided into 16 equal parts with all one-, two-, three-, four- part combinations of lines in foru directions, (1975) che già nel titolo sottende il progetto e una pratica, quella dei Wall Drawing che accompagneranno LeWitt per tutta la sua carriera e che, in questo particolare esempio, l’artista decise di accompagnare con una vera a propria legenda, come per attribuire a questa “mappa” un vero e proprio valore operativo.

Con i Wall Drawing successivi, (diversi dei quali magnificamente ricreati per la mostra), la progettualità smette di essere un semplice diagramma ma manifesta invece tutto il potenziale di questa pratica: l’imponente Wall Drawing #1267: Scribbles (2010) pur partendo da rigide e precise indicazioni progettuali lasciate dall’artista su come realizzarlo (il completamento ha richiesto ben 15 disegnatori), sembra manifestare una dimensione spaziale assoluta, imponderabile che supera qualsiasi definizione canonica di tecnica di rappresentazione bidimensionale o tridimensionale.
Nello stesso ambiente del grande wall drawing convive anche uno degli esempi più riconoscibili dell’opera di LeWitt, le sue famose structures: Inverted Spiraling Tower (1987), che pendono dal soffitto come una stalattite e che poi successivamente, proseguendo ai piani più alti della fondazione, ritroveremo idealmente “capovolte” in una delle altre structures dell’artista.

La ricca selezione di altri lavori più scultorei esposti al primo piano, se da un lato sembra ribadire l’ossessione dell’artista per la modularità delle forme, per quella costante riflessione attorno al linguaggio semplice e assoluto della geometria (che in LeWitt iniziò soprattutto con il suo lavoro nello studio del grande architetto cinese Ieoh Ming Pei, ma che poi proseguì con l’influenza di maestri come Albers e artisti a lui coevi come Judd), dall’altro trova poi una sua maturazione attorno a principi totalmente propri dell’artista, per niente scontati come il suo interesse per le sequenze fotografiche di Eadweard Muybridge. Ne è un formidabile esempio l’opera Structure with Standing Figure del 1963 che rivela qualcosa di spesso ignorato nella lettura delle sue opere: l’idea di guardare a quelle forme astratte come a vere e proprie anatomie, con una loro fisicità, dinamismo e persino erotismo.

Sembra proprio suggerire questa lettura, la decisione da parte dei curatori di giustapporre alla figura femminile di Structure with Standing Figure l’oggetto minimal Geometric Figure #9 (+), del 1977, che è sì una grande croce bianca ma che, come Adolf Loos ricordava nei suoi scritti, è anche la riduzione simbolica di due principi, femminile e maschile che si compenetrano. Ancora: è altrettanto loquace in questo senso l’interpretazione che Koolhaas e Stocchi hanno reso del curioso altorilievo Complex Form #34 (1990) mettendolo in scena con una illuminazione rosata che conferisce all’opera un’identità fisica, carnale, raramente associabile all’opera di Sol LeWitt.

Gli altri lavori esposti, tra complessi wall drawing e fedeli ma inedite reintepretazioni dei progetti lasciati dell’artista, ci fanno capire quanto il pensiero di LeWitt sia stato così intrinsecamente presente nella formulazione delle più contemporanee espressioni delle forme architettoniche e prodromico di un linguaggio in fondo semplicissimo e troppe volte equivocato di pensare all’arte, quello appunto del concettuale.
Sol LeWitt. Between the Lines
A cura di Francesco Stocchi
e Rem Koolhaas
Fondazione Carriero
fino al 23 giugno 2018

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C’è chi ama i maglioni di Natale con motivi jacquard, renne, pupazzi di neve e scoiattoli e chi, invece, si tiene ben distante. È memorabile la scena cult de Il Diario di Bridget Jones in cui Mr. Darcy si presenta alla festa di fine anno con un maglione alquanto stravagante.

Se non amate la tradizione dei Christmas Jumpers, allora questo articolo è quello che fa per voi. Sì, perché Beyoncé ha presentato una capsule collection che pare essere un vero antidoto fashion contro questi simpatici maglioni.

La collezione è disponibile sul suo e-shop e alcuni capi, come la t-shirt, sono caratterizzati dalla scritta Beyoncé Holiday Sweater. Ovviamente si legge una sottile ironia, così come nel neologismo Holidayoncé, nome della limited.

Non mancano spille, cover per iPhone, pigiami a tuta e le felpe, queste ultime personalizzate con degli scatti fotografici di Mrs. Carter che ritraggono la Queen durante le vacanze.

Ma non è finita qui: se sei un suo fan, Beyoncé ha realizzato anche una pallina di Natale con una stampa che la ritrae con indosso un cerchietto da renna.

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Beauty news
November 24, 2017

KIKO, di cui quest’anno ricorre il 20esimo compleanno, ha inaugurato il primo KIKOiD flagship store di Milano, alla presenza del fondatore Stefano Percassi, del presidente Antonio Percassi e dell’amministratore delegato Cristina Scocchia. Disegnato dal celebre architetto giapponese Kengo Kuma, con con una ampiezza di 200 mq KIKOiD è lo store KIKO più grande del mondo. In corso Vittorio Emanuele II al numero 10, il cuore di Milano si riempie di passione per la bellezza. Presenti al cocktail di inaugurazione anche celebrities come  Kasia Smutniak, Cristiana Capotondi, Vittoria Puccini.

“iD” sta per “Identity” perché il nuovo store di KIKO, con i suoi servizi e le sue peculiarità, vuole rispondere ai desideri di ognuno nel rispetto delle diverse identità, dell’unicità dei gusti, della fisionomia e del carattere. In store è a disposizione l’altissima tecnologia di un robot dual-arm studiato e realizzato appositamente per KIKO, in grado di personalizzare – in un solo minuto – una selezione di prodotti con incisioni laser. KIKOiD accoglie inoltre la prima e unica Private Room KIKO d’Italia: tre postazioni dedicate a chi vuole donarsi una make-up application riservata ed esclusiva. A disposizione anche una molteplicità di iPad dotati di un’applicazione ad hoc che offrirà suggerimenti per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e un’area social.

L’attenzione di KIKO e dell’archistar Kengo Kuma nei confronti della tutela dell’ambiente, hanno portato alla progettazione del negozio secondo i principi della sostenibilità, con l’ottenimento della certificazione internazionale LEED, un riconoscimento riservato solo agli edifici eco-friendly più virtuosi dal punto di vista energetico e realizzati con materiali ad alto contenuto di riciclato.

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Chaos x Chanel x Colette

La chiusura di Colette, è sempre più vicina. Lo storico concept store chiuderà i battenti il mese prossimo, a dicembre, dopo 20 anni di successi, lasciando il posto a una nuova boutique Saint Laurent.

Per celebrare e ‘salutare’ questa icona del fashion world, recentemente sono stati lanciati numerosi progetti. L’ultimo riguarda il brand londinese Chaos che ha dato vita a una collaborazione con Karl Lagerfeld e Chanel. Dalla liaison è nata una serie di case per iPhone 8 declinati in tre colori: bianco, metal e silver. Tutti portano sul retro il logo della maison francese, quello di Chaos e la firma dello stilista.

Ma, cattive notizie per i fashionisti. Questo oggetto, infatti, non è acquistabile. Si tratta di una limited editon che è stata donata agli ospiti dell’evento Chanel x colette.

Fondata nel 1997 da Colette Roussaux, la boutique su 3 piani è stata la prima a mischiare moda, lifestyle, gioielli e libri ed era un punto di riferimento per il mondo della moda.

 

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Le grandi maison di moda sfornano, stagione dopo stagione, nuove borse che diventano in pochissimo tempo il feticcio di fashioniste e it girl. Ma sono i grandi classici la vera costante, e senza dubbio l’accessorio sul quale è meglio investire più di ogni altro. Lo sanno tutti, anche le star, nonostante si concedano davvero qualsiasi vezzo e novità. E nelle ultime settimane il trend street è parso molto più ‘old’ oriented del solito.

Nicky Hilton è stata avvistata con una delle sue Birkin di Hermès (lei e sua sorella Paris ne possiedono tantissime). La socialite ha scelto il modello nero con dettagli silver.

Kourtney Kardashian ha puntato sull’iconica linea in nylon di Prada sfoggiando il micro zainetto Vela per una passeggiata con suo figlio, il piccolo Reign.

Per viaggiare Ashley Tisdale, paparazzata all’aeroporto di Los Angeles, ha indossato invece la comoda e capiente duffle bag GG Supreme di Gucci.

Ma sono tante le star che adorano i grandi classici. Come Michelle Williams, grande fan della Speedy di Louis Vuitton, e Karlie Kloss innamorata della sua Chanel.

Scopritele tutte su Vogue.it.

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Heidi Klum lancia la nuova collezione del suo brand di lingerie Intimates, con una nuova serie di foto che ritraggono la top model in intimo.

Heidi Klum Intimates, collezione nata nel 2015, non è solo business per la top model tedesca, che a 44 anni posa in lingerie, fiera della sua perfetta forma fisica. Anni prima del lancio di Intimates, la supermodella aveva smesso di fare servizi fotografici in underwear, ma grazie a Intimates, da un paio di anni è tornata a posare in tutto il suo splendore.

La collezione, propone un’ampissima selezione di reggiseni e slip, ma anche homewear, babydoll e, dal 2016, anche la collezione Heidi Klum Swimwear.

Sfoglia la gallery per vedere tutte le foto di Heidi Klum che posa in intimo per la sua collezione di lingerie Intimates.

Scopri anche la nuova collaborazione di Heidi Klum con Lidl e tutti i dettagli sulla collezione #letscelebrate per Natale 2017.

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attacco-terroristicoCome reagireste in una situazione di pericolo? Sapreste mantenere il sangue freddo? Non c’è bisogno di scoprirlo “sul campo”, meglio prepararsi all’evenienza. Grazie a Gabrielle Fellus (ve l’abbiamo presentata qui) arriva a Milano da Israele Tamir Gilad. Ovvero, per chi non lo conoscesse, Expert 5, capo al mondo della Law Enforcement Division della IKMF.

Tamir ha tenuto corsi di aggiornamento relativi a come reagire in situazioni di terrorismo in tutti i continenti. E domenica 26 novembre Tamir sarà a Milano per un intenso stage. “Purtroppo oggi anche l’Europa è bersaglio di attacchi e le persone hanno paura. Sempre più spesso gli allievi ci chiedono come potrebbero applicare i principi del krav maga in una situazione del genere. E la stessa domanda ci viene posta anche da chi non frequenta i corsi ma è preoccupato per sé e per i propri cari.

Questo seminario è stato progettato espressamente per dare una risposta concreta e pratica a tali domande. La mattina, a porte chiuse, sarà interamente dedicata alle forze dell’ordine per interagire, integrare e aggiornarsi sulle nuove tecniche elaborate per combattere il terrorismo. Durante il pomeriggio l’incontro sarà aperto al pubblico che vivrá, grazie a simulazioni,una serie di situazioni che possono verificarsi in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.

Insieme a Tamir Gilad e a Gabrielle Fellus apprenderemo utilissimi strumenti per avere maggiori possibilità di sopravvivere ad un attacco. Sarà un laboratorio pratico di simulazione, portando per la prima volta nel mondo civile la metodologia degli scenari di situazioni di emergenza e di attacco che è la base dell’addestramento delle unità di sicurezza.

Il seminario vedrà l’uso di effetti acustici per rendere la partecipazione il più verosimile possibile. La location scelta è la sede del mercato agroalimentare all’ingrosso di Milano, una location suggestiva, che si presta molto alle attività che si svolgeranno. Un posto all’aperto ma coperto. Consigliamo un abbigliamento caldo e comodo. Gabrielle e il suo staff ringraziano fin da ora il dottor Stefano Zani e Luca Baschenis per la collaborazione e la disponibilità.

Ore 10:00 – Incontro a porte chiuse con le forze dell’ordine
Ore 14:15 – Inizio pratiche di registrazione dei partecipanti
Ore 15:00|18:00 – Inizio stage: “Come reagire in caso di attacco
terroristico in un luogo pubblico”
Per info e prenotazioni: gabrielle.fellus.krav.maga@gmail.com
Telefono: 3358166991 | 3356140755

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Love always wins! Se non vi siete distratte troppo negli ultimi giorni avrete certamente fatto caso alle ultime da Hollywood. Chloë Moretz e Brooklyn Beckham sono finalmente tornati insieme, Gigi e Zayn hanno festeggiato il secondo anniversario e – noi teniamo le dita incrociate – pare che anche tra Selena Gomez e Justin Bieber alla fine abbia trionfato l’amore. Che le nostre baby star preferite con l’età abbiano più voglia di fare sul serio? Speriamo. Intanto, continuano gli avvistamenti della coppia più bella che c’è. L’ultima paparazzata al Lake Balboa Park di Los Angeles è merito di una fan, che li ha immortalati di sorpresa, felici come un tempo. E rilassati, anche nel look. Certo, Selena non si è mica messa le prime cose che ha trovato, anzi. Tra l’invito di Justin e l’appuntamento sono passate ore al telefono con le amiche più fidate, centinaia di outfit bocciati, inutili acquisti impulsivi e crisi isteriche. Eh già, le celebrity vanno in agitazione prima di un date importante, proprio come tutte noi. Quindi, niente panico: l’importante, in amore, è sentirsi a proprio agio. Meglio scegliere un abito semplice ma sexy, che si conosce bene; non esagerare con gli accessori, evitare le pellicce e i gioielli barocchi. Sì ai tacchi sotto i 10 centimetri. Volete uno spunto in più? Sfogliate la nostra gallery ispiratevi al look di tre It-girl felicemente innamorate. Il lieto fine è dietro l’angolo.

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Beauty news
November 24, 2017

After, dopo. Un avverbio che in sé conserva la forza del cambiamento che il tempo porta con sé. L’esistenza di un “dopo” infatti, suggerisce la presenza di un evento, di un punto rosso che divide la linea temporale dell’esperienza. Da quel momento tutto diventa diviso in “prima” e in “dopo”. Un semplice avverbio che apre un mondo di curiosità, un semplice avverbio che è molto di più di quello che si sembra essere. Lo sa bene Miles Aldridge, il fotografo che con i suoi scatti ha saputo, fermando un istante, creare interi mondi immaginifici con vere e proprie storie che prendevano il via. Noir chandleriani, critiche al grottesco contemporaneo che sembrano uscite dalle visioni di Buñuel e di Resnais, ucronie impredittibili che richiamano le visioni di Kubrick e gli intrecci caffeinizzati del primo Bret Easton Ellis: Aldridge è il maestro nel aprire scorci di fantasia e lasciarci vagare in essi.

(after) mostra ospitata alla Galleria Lyndsey Ingram di Londra non fa eccezione tanto nel titolo quanto nel contenuto. Nell’esposizione alcuni scatti realizzati da Aldridge dopo essere entrato in contatto con le opere di altri quattro grandi artisti: Maurizio Cattelan, Harland Miller e Gilbert & George. Sfruttando gli incontri con le opere di questi artisti, Aldridge ha ridefinito le loro opere trasformandole in parte integrante delle proprie fotografie e delle mise-en-scène che da sempre caratterizzano la sua fotografia.

Quelle che ne è scaturito è un racconto dell’arte con l’arte che nella sottolineatura e nello stravolgimento trova una forza dirompente resa ancora più emblematica dalla scelta del fotografo di spingersi oltre e andare a modificare anche il mondo della stampa. Tre artisti, tre differenti tipi di fotografie: la serie (after) Cattelan, scattata nella mostra Not Afraid of Love a Parigi, è carattezzata da fotografie realizzate in C-Print; la serie (after) Miller, il fotografo inglese si è spinto oltre e, volendo rendere omaggio ai supplementi dei giornali domenicali, ha realizzato le sue fotografie in serigrafia. Addirittura la fotoincisione con parti dipinte a mano è stata poi scelta come via per rendere il rapporto tra la fotografia di Miles Aldridge e l’opera di Gilbert & George. (after) rimarrà aperta dal 23 novembre al 5 dicembre e sarà accompagnata da un catalogo arricchito dai testi di Michael Bracewell.
Miles Aldridge: (after)
Projects with Harland Miller, Maurizio Cattelan, Gilbert & George

23 November – 5 January 2018
20 Bourdon Street
Mayfair, London W1K 3PL

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Beauty news
November 24, 2017

A differenza dell’Europa, la cui storia millenaria è stata documentata dalla pittura, dalla scultura e dalla parola scritta per migliaia di anni, gli Stati Uniti d’America possono vantare la rara condizione di avere la maggior parte della loro breve esistenza documentata dalla fotografia. Per quasi due secoli il suo particolare territorio geografico e culturale è stato nutrimento per gli appassionati, con nomi come Ansel Adams, Edward Weston, Diane Arbus, Stephen Shore, Larry Sultan e Tina Barney; il loro interesse per l’ambiente naturale e per quello antropizzato (e per le persone che li abitano) ha aperto la strada a generazioni di fotografi curiosi, il lavoro dei quali costituisce un archivio pratico ed estetico del comportamento umano. Buck Ellison, 30enne di San Francisco, ricalca da vicino le loro orme visto che, dopo avere studiato alla prestigiosa Städelschule di Francoforte sotto la guida di Willem de Rooij, oggi è un fine art photographer che vive e lavora a Los Angeles e il cui lavoro si occupa del lifestyle domestico del 21esimo secolo, dei suoi svaghi e della sua ricchezza. Tropi del California dream compaiono spesso nelle sue fotografie che sono costruite come su un set e ritraggono momenti intimi ma spesso asettici catturati all’interno di, o intorno a, una casa – dai luccicanti SUV parcheggiati nei vialetti di accesso alle abitazioni e dagli attraenti hikers che camminano sulle colline di LA alle scene di famiglia che si svolgono attorno al tavolo della cucina. Le immagini di Ellison sono fresche e luminose, meticolosamente studiate all’ennesima potenza al punto che cercandoci un “twist” a volte non lo si trova nemmeno. Certo, una speciale attenzione su giovani uomini healthy e good-looking, sani e attraenti, rivela lo sguardo – in modo discreto – queer dell’artista, ma raramente va preso alla lettera. Dal suo lavoro emerge soprattutto un’acuta conoscenza delle monotone aspirazioni della middle-class e uno sguardo critico sulla “bianchitudine” americana a cui lui si accosta con humour e cinismo. Prendendo in giro il cibo che cucina, gli sport che pratica, le auto che guida e perfino le strutture della famiglia nucleare, il lavoro di Ellison osserva la white America del 21esimo secolo con la consapevolezza di farne parte e insieme un grande rispetto per la storia dell’arte e della fotografia, presente nei riferimenti agli still life della pittura fiamminga e in certi elementi della prospettiva.

L’Uomo Vogue: Il primo scatto che ricordi?
Buck Ellison: Mio nonno colleziona oggetti militari e abbiamo sempre scattato i nostri ritratti di famiglia vicino a un cannone austriaco della prima guerra mondiale. La mia prima macchina fotografica l’ho avuta a 16 anni. Ero tornato in quella casa per fotografare le armature, le sciabole, e naturalmente il cannone. Mi affascinavano. Ci sono molte cose non dette nella mia famiglia e mi ricordo, perfino a quell’età, di avere pensato che quegli oggetti potevano forse raccontarmi qualcosa di cui le persone non volevano parlare. In sostanza, è quello che faccio ancora oggi.
L’UV: Come e perché nei tuoi lavori ti occupi di soggetti così ordinari?
B.E.: Il soggetto del mio lavoro sono i modelli di comportamento della upper class americana. I modelli per le mie foto sono pagati con tariffa oraria; li vesto, li metto in scena, chiedo loro di recitare un copione che ho creato io. Non mi interessa la loro soggettività – pago delle persone perché mi aiutino a illustrare un momento che altrimenti potremmo non riuscire a vedere.
L’UV: Chi sono i tuoi idoli?
B.E.: August Sander e Lewis Baltz.
L’UV: Il tuo lavoro più recente?
B.E.: Sto facendo delle ricerche per un nuovo lavoro sullo sport del lacrosse. Originariamente un modo per risolvere i conflitti tra le differenti culture dei nativi americani, il lacrosse ha finito per diventare uno sport middle class con un’infinità di regole praticato principalmente da bianchi ricchi. Una delle ragioni per cui è rimasto uno sport di élite è stata la scarsità delle racchette da lacrosse, che nella storia di questo sport sono state fatte a mano principalmente da artigiani nativi americani. La popolazione indigena è stata poi sempre più soggiogata, gli artigiani in attività sono rimasti sempre meno, si sono prodotte meno racchette e praticare questo sport è diventato sempre più costoso.
L’U.V.: Che cosa pensi della fotografia, non solo come modo di documentare la realtà, ma come forma d’arte? In che modo si confonde il confine tra le due cose nel tuo lavoro?
B.E.: Per me è importante che la maggior parte di chi guarda consideri la fotografia un documento. I comportamenti che io voglio raffigurare sono spesso così velati o nascosti che improvvisamente la mitica capacità della macchina fotografica di “catturare” o “mostrare” mi è parsa particolarmente utile e interessante.
L’U.V.: Stai cercando di fare un’analisi sociale della tua generazione e della cultura americana?
B.E.: Attraverso i loro modi sempre più discreti e meno appariscenti di spendere, di comportarsi e di scegliere a che cosa dare valore, gli americani ricchi ribadiscono e rinforzano i loro privilegi socioculturali e quelli dei loro figli, tagliando fuori tutti gli altri. Questa sicurezza, questa fiducia in se stessi e nelle proprie decisioni consente loro di ignorare la diseguaglianza economica che li circonda. Come minimo, non pensano di avere delle colpe. Il mito dell’American Dream ha offuscato le disuguaglianze e ci ha sostanzialmente illusi che a tutti vada una fetta della torta.
L’U.V.: Come ti occupi della natura e dell’ambiente antropizzato?
B.E.: I ricchi hanno sostituito il “conspicuous consumption” (consumo ostentativo o vistoso) con un “inconspicuous consumption” (consumo non ostentativo) — spendere in beni non visibili, molto costosi, ad alta intensità di manodopera (istruzione, salute, tate, giardinieri, governanti ecc.). Quando preparo le ambientazioni
per i miei scatti, cerco di alludere al lavoro che viene svolto in modo “invisibile”o che resta fuori dall’inquadratura.
L’U.V.: Come ti rapporti al concetto di cliché o di stereotipo?
B.E.: Penso che il consumo di merci sia parte del sistema sociale. I capitali di conoscenza e di cultura si usano per decidere in modo informato che cosa mangiare, come trattare l’ambiente, come essere dei genitori migliori, etc. Che cosa e come consumiamoci segnala cose molto più profonde di quelle che possiamo semplicemente vedere.

 

portraits by Bruno Staub

artworks by Buck Ellison
text by Dan Thawley

fashion editor Clare Byrne

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